Cilento e Spiagge

Le più belle Spiagge del Cilento

Il borgo di Marina di Camerota (“La Perla del Cilento”) sorge all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che è oggi  Patrimonio dell’Umanità. Qui la natura fa da protagonista, le sue meravigliose spiagge sono tra le più belle del Cilento, la flora e la fauna sono testimoni della biodiversità unica di quest’area ricca di specie esemplari.

Il mare di cristallina trasparenza, i blu intensi dell’area marina protetta, cale e grotte caratterizzano questo promontorio e dipingono lo scenario epico de “La Costa del Mito”.

Il Cilento è una terra arcaica ed autentica dove la natura si fa storia e la storia si fa testimone di millenaria grandezza. Sul territorio infatti sono presenti numerosi monumenti e siti archeologici aperti al pubblico (PaestumCertosa di PadulaScavi di Velia).

Vieni all’Hotel Santa Rosalia, la base perfetta per visitare le più belle spiagge e le bellezze naturalistiche del Cilento.


Sai quante Torri puoi ammirare a Marina di Camerota?

Leggi la nostra Guida sulle Torri di Marina di Camerota e scopri come raggiungerle.

Torre Calamoresca, Marcellino o Muzza: è costruita direttamente su roccia, le modeste dimensioni e la posizione molto alta rispetto alla costa fanno pensare che la torre avesse una funzione esclusivamente di avvistamento o di guardiola piuttosto che difensiva.
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Torre d’Arconte: si ritiene che dovesse assolvere essenzialmente ad una funzione di sbarramento per impedire l’attacco dei corsari sulle due spiagge ai lati del piccolo promontorio su cui sorge; la calce utilizzata per le pareti è dello stesso colore rossiccio della sabbia presente sul colle.
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Torre degli Iscolelli o Frontone o Falconara: raffrontando le sue dimensioni di base con le altre torri si può ipotizzare una sua classificazione tra le torri guardiole; da questa torre, edificata direttamente sulla roccia, si può scorgere da un lato la Torre di Infreschi e dall’altro la Torre di Cala Bianca.
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Torre del Mingardo: la torre, che nel corso del XX secolo è stata trasformata in abitazione, è costituita da tre livelli; aveva una funzione di sbarramento e i guardiani in servizio controllavano da un lato la foce del Mingardo e dall’altro la cala del Cefalo.
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Torre del Poggio: è la più alta delle torri costiere del litorale (18 metri), perfetta per le segnalazioni di fumo e di fuoco; le sue modeste dimensioni di base fanno supporre ad un uso prettamente di vedetta senza alcuna funzione difensiva.
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Torre dell’Isola: torre di avvistamento situata nella parte di costa ricca di piccole calette che spesso venivano utilizzate dai corsari per portare a compimento i loro improvvisi attacchi alle imbarcazioni; la tipologia di questa torre è a tre caditoie.
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Torre della Fenosa: torre guardiola composta da due grossi ambienti sovrapposti: da un lato si scorge la costa di Capo Palinuro, mentre dall’altro le cale di Marina di Camerota; la torre mostra in sommità il tipico coronamento sporgente, costituito da tre troniere per lato.
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Torre dello Spacco della Pietra o Muzza: torre guardiola edificata a seguito di una nuova imposizione di tasse nel 1594 voluta dalla Regia Corte per completare il piano difensivo costiero; le pareti esterne sono formate da pietrame calcareo, di colore grigio scuro, con inserti di piccole pietre bianche.
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Torre dello Zancale: dalla piazza di questa torre, con funzione difensiva e di avvistamento, si aveva il controllo sia della costa di Infreschi che del promontorio su cui sorge il nucleo urbano; verso la metà del XIX secolo era l’unica torre utilizzabile ed ospitava la guardia doganale.
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Torre di Cala Bianca: prima di raggiungere Infreschi, tra insenature e baie, sorge questa torre la cui tipologia è a quattro troniere ed è classificabile come torre di avvistamento; le murature della torre, che presentano oggi gli esiti di una cannonata dell’ultima guerra, sono state realizzate utilizzando pietre del posto.
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Torre degli Infreschi: la torre, per il numero di troniere (cinque) e per la posizione di difesa dell’omonimo porto naturale, è da ascrivere tra le torri di sbarramento previste nel piano difensivo costiero; visto il suo interesse strategico, la torre sarà bersagliata dalle cannonate e fatta saltare con mine per odine di un ufficiale della marina inglese nel 1812.
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